Harry e frana di Niscemi: sospendere i termini fiscali

Dopo il ciclone “Harry” e la frana che ha costretto all’evacuazione circa 1.500 persone, con un fronte di cedimento di chilometri e un centro abitato che continua a “scricchiolare” sotto la pioggia, cresce la richiesta di una misura tanto semplice quanto decisiva: sospendere subito tutti i termini fiscali e processuali per i residenti nelle aree maggiormente colpite e, in via prudenziale, per l’intero territorio comunale di Niscemi. Nelle ultime ore la presidente del Consiglio ha sorvolato la zona e in municipio si è tenuta una riunione operativa con le autorità locali; la Regione, intanto, parla di danni complessivi nell’ordine di miliardi. Ma, mentre tecnici e Protezione civile allargano le zone rosse e le famiglie cercano un tetto, il rischio è che alle macerie si aggiunga un altro peso: cartelle, adempimenti, rate e udienze che non si fermano.

La richiesta che arriva da professionisti, imprese e cittadini è di prevedere, con decreto o ordinanza di Protezione civile, una “moratoria” ampia e automatica: rinvio dei versamenti, sospensione delle attività di riscossione e dei termini di impugnazione e deposito (tributario, civile e amministrativo), congelamento degli interessi e ripresa scaglionata a emergenza cessata. La ratio è chiara: chi ha perso casa, documenti, accesso agli studi o alla rete non può essere messo in mora come se nulla fosse. E le scadenze, proprio in questi giorni, sono serrate. Nel calendario di febbraio spiccano: alcuni adempimenti periodici (tra cui registrazioni e invii telematici in specifiche casistiche); versamenti con F24 (IVA mensile, ritenute, contributi previdenziali e assicurativi); adempimenti IVA di fine mese (tra cui LIPE del 4° trimestre 2025 e imposta di bollo sulle e-fatture, se dovuta). Soprattutto, incombe la definizione agevolata delle cartelle: per chi è già dentro la “rottamazione-quater” la prossima rata scade il 28 febbraio 2026 (con i 5 giorni di tolleranza previsti dalla legge).

E per chi valuta la nuova “rottamazione-quinquies”, la domanda va presentata online entro il 30 aprile 2026. Da qui la proposta: sospensione “a maglie larghe” per i contribuenti residenti o con sede operativa nei comuni colpiti, con un elenco aggiornabile e la possibilità di estendere subito il perimetro a Niscemi senza attendere istruttorie lunghe. Un provvedimento del genere, sostengono categorie e consulenti, eviterebbe una seconda emergenza, quella delle decadenze e delle preclusioni processuali. «Non si può chiedere normalità a chi vive l’emergenza», è il refrain raccolto tra commercianti e famiglie sfollate. La Sicilia ha già pagato in passato, e ha imparato che le risposte devono arrivare in fretta: prima che un avviso bonario o una scadenza trasformino una calamità naturale in una crisi economica e giudiziaria. Ora la palla è nelle mani del Governo e della Regione: la sospensione dei termini non è un privilegio, ma un argine di civiltà.

Ivano Tarquini

By Redazione

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