Telefonavano a ignare vittime spacciandosi per il ministro Guido Crosetto, oppure per un generale o per un sedicente funzionario del ministero della Difesa e provavano a truffare ingenti somme a imprenditori, cinque quelli a conoscenza dello stesso esponente di Fratelli d’Italia che ha denunciato la truffa.
Due le vittime accertate, almeno tre gli altri professionisti che stavano cadendo nella rete di truffatori su cui indaga la procura di Milano. “Ci sono dei soldati prigionieri da liberare pagando un riscatto”, è la scusa che, in un caso, è stata accampata da chi, fingendosi il ministro della Difesa, ha raggirato due imprenditori, i quali hanno denunciato i fatti ai carabinieri e in Procura a Milano. Altri tre imprenditori benestanti sono stati contattati dai truffatori che, complice anche l’intelligenza artificiale per camuffare le voci – del ministro, di un sedicente funzionario della Difesa o di un generale – hanno provato via telefono a ottenere ingenti bonifici.
Il ministro Crosetto così racconta gli episodi: “Inizia martedì con la chiamata di un amico, grande imprenditore, che mi chiede perché la mia segreteria avesse chiamato la sua per avere il suo cellulare. Gli dico che era assurdo, avendolo io, e che era impossibile. Verifico per sicurezza e mi confermano che nessuno lo ha cercato”.
“Dopo un’ora – continua il ministro – mi dicono che c’è un noto imprenditore, che non conosco, che vorrebbe mettersi in contatto con me. Autorizzo a dargli il mio cellulare. Mi chiama e mi racconta di essere stato chiamato da me e poi da un generale e di aver un bonifico molto elevato a un conto. Gli dico che si tratta di una truffa e avviso i carabinieri che vanno a casa sua e raccolgono la denuncia”.
