Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del 24 febbraio, è entrato in vigore nell’ordinamento italiano il cosiddetto decreto ‘Milleproroghe‘, il provvedimento emanato ogni anno dal Parlamento per prorogare scadenze legislative imminenti o rinviare l’entrata in vigore di specifiche disposizioni normative. Molte le norme contenute al suo interno, tra le quali il blocco delle multe ai no-vax, lo slittamento della sugar tax e l’ingresso dei tifosi nelle società di calcio. Ma la disposizione più importante è in materia fiscale e riguarda la cosiddetta rottamazione quater delle cartelle esattoriali.
Al Senato è stato raggiunto un accordo sulla riammissione in termini: la riapertura della rottamazione è stata limitata ai soli decaduti. Chi ha aderito alla definizione agevolata delle cartelle prevista dalla manovra del 2023 ma ha perso il beneficio per non aver pagato una o più rate o averlo fatto in ritardo, potrà essere riammesso inviando la dichiarazione entro il 30 aprile 2025 e pagando da luglio.
Rientrano nella possibilità di riammissione solo i debiti, già oggetto di un piano di pagamento, per i quali non sono state versate una o più rate del piano di pagamento agevolato, in scadenza fino al 31 dicembre 2024; per almeno una rata del piano di pagamento agevolato in scadenza fino al 31 dicembre 2024 il versamento è stato effettuato in ritardo rispetto al previsto termine (ossia dopo i cinque giorni di tolleranza) o per un importo inferiore a quello dovuto.
Nulla cambia, invece, per chi ha rispettato le scadenze fino al 31 dicembre 2024: si dovrà proseguire con il piano in corso e, pertanto, versare la prossima rata in scadenza il 28 febbraio (5 marzo considerando i cinque giorni di tolleranza previsti dalla legge) e proseguire i successivi versamenti secondo le scadenze previste dal piano già in loro possesso, al fine di mantenere i benefici della definizione agevolata.
