Colloqui fiume a Riad ma la tregua in Ucraina non sembra vicina

E’ atteso per oggi un comunicato sull’esito dei colloqui fiume a Riad. Gli americani conducono dialoghi con gli emissari di Kiev e Mosca, in maniera parallela ma senza apparenti. Sul percorso verso una tregua in Ucraina, sono rimasti sospesi i nodi di un cessate il fuoco alle reti dell’energia e della ripresa in sicurezza della navigazione commerciale del Mar Nero. 

A frenare è soprattutto il Cremlino, che ha parlato di “molti aspetti su cui lavorare” e che con gli Usa non avrebbero firmato alcun documento. Tutto questo mentre da Washington Donald Trump faceva sapere che in Arabia Saudita si è discusso anche di confini territoriali  e del controllo delle centrali nucleari, a partire da Zaporizhzhia.

Il team tecnico americano, composto tra gli altri dall’ex ufficiale dell’intelligence dell’esercito Andrew Peek, è sbarcato a Riad per tentare di riavvicinare russi e ucraini, con l’obiettivo di fare passi avanti verso una prima parziale cessazione dell’ostilità, finora rimasta lettera morta nonostante l’impegno verbale delle due parti. 

Trump auspica che l’intesa entri in vigore entro Pasqua ma Mosca, prima di iniziare gli incontri sauditi, ha rilanciato la palla nel campo ucraino, affermando che l’esercito russo sta rispettando lo stop agli attacchi alle reti energetiche. 

Accusa subito rinviata al mittente da Kiev, con Volodymyr Zelensky che ha accusato la Russia di aver “influenzato alcune persone del team della Casa Bianca attraverso la disinformazione”.

By Redazione

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