Il presidente degli Usa, Trump ha confermato sul suo social Truth che alle 18 in Italia inizierà a inviare le prime lettere su dazi e accordi commerciali, in vista della scadenza per l’entrata in vigore delle imposte sospese.
“Ora siamo all’inizio della fine dei giochi e per avere la posizione migliore nei negoziati non possiamo dire di più”, ha aggiunto il portavoce rispondendo alle domande dei giornalisti per avere maggiori dettagli. “Stiamo cercando di portare a casa il miglior accordo possibile con gli Usa”, ha sottolineato. “Su un eventuale proroga al primo agosto come nuova scadenza per l’accordo possiamo dire che questa domanda la dovete fare a Washington. Non commentiamo quello che loro dicono. Confermiamo che siamo pienamente impegnati a trovare un accordo di principio entro il 9 luglio”. Lo ha detto un portavoce della Commissione, incalzato dalle domande dei cronisti sul tema dei dazi. In relazione alla consultazione con gli Stati membri, lo stesso portavoce ha confermato che la Commissione “è in contatto costante” con loro. “Ma non ci consulteremo fino a che non abbiamo novità: quando arriverà il momento, quando avremo passi in avanti, contatteremo gli Stati”.
Trump minaccia di imporre dazi aggiuntivi del 10% sui paesi che sostengono le politiche perseguite dal gruppo Brics e assicura: “Non ci saranno eccezioni”. Immediata la condanna dei leader dei Brics, riuniti a Rio de Janeiro, che criticano i dazi sulle importazioni “indiscriminati” imposti dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump e i recenti attacchi israelo-statunitensi contro l’Iran. Le 11 nazioni emergenti, tra cui Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica, rappresentano circa la metà della popolazione mondiale e il 40% della produzione economica globale. Il blocco è diviso su molte questioni, ma ha trovato un punto in comune riguardo alle misure del leader statunitense e alle sue continue guerre tariffarie, pur evitando di nominarlo direttamente. Esprimendo “serie preoccupazioni per l’aumento delle misure tariffarie unilaterali”, i membri dei Brics hanno affermato in una dichiarazione congiunta che i dazi rischiano di danneggiare l’economia globale.
