Quattrocento persone si sono date appuntamento in piazza Castello, a Torino, per un presidio con il quale chiedere al governo di “mettersi subito all’opera per fare tutto il possibile per fermare la guerra in atto in Iran e in tutto il territorio del Medio Oriente.
All’iniziativa ‘Fermiamo la guerra. Per la pace e il diritto dei popoli’, promossa da Acli, Anpi, Arci, Cgil e Associazione Donne Vita e Libertà, hanno partecipato anche altre sigle, tra cui Rifondazione Comunista e Torino per Gaza. “Gli attacchi congiunti di Stati Uniti e Israele contro l’Iran non porteranno libertà: porteranno altra guerra, sofferenza e instabilità in tutto il territorio – spiegano gli organizzatori – E il prezzo di questa guerra, la storia ce lo insegna, ricadrà sulle popolazioni civili”. Durante gli interventi è stato ribadito che fermare la guerra “non viene chiesto solo dalle nostre coscienze, ma anche dall’Articolo 11 della nostra Costituzione”.
In piazza erano presenti, con alcuni cartelli, anche cinque cittadini iraniani contrari alla manifestazione. “Sono quattro anni che stiamo morendo, hanno ucciso 90.000 persone solo in due giorni. Nessuno ha fatto nulla. Neanche l’Onu. Ora Stati Uniti e Israele stanno aiutando – ha detto Mitra, 39 anni, in Italia da cinque – Questa non è una guerra, è un aiuto militare per liberare gli iraniani, per fare cadere un regime terroristico che sta uccidendo le persone”.
