guerra

Guerra in Iran: s’impenna il prezzo del petrolio

Guerra in Iran: s’impenna il prezzo del petrolio

 Era inevitabile che la guerra in Iran si ripercuotesse sull'economia mondiale. Prima conseguenza, i prezzi del petrolio hanno registrato un'impennata dopo che l’escalation della guerra in Iran ha portato alla chiusura del traffico delle navi attraverso lo Stretto di Hormuz, da cui passa circa un quinto del petrolio mondiale. Lo Stretto di Hormuz, che nel suo punto meno ampio misura 33 km, collega il Golfo Persico al Golfo di Oman ed è stato importante per il commercio nel corso della storia: ceramiche, avorio, seta e tessuti venivano trasportati dalla Cina attraverso la regione. Nell’era moderna è la rotta delle superpetroliere che trasportano petrolio e gas da Arabia Saudita, Kuwait, Iraq, Qatar, Bahrein, Emirati…
Read More
A Torino manifestazione per fermare la guerra in Iran

A Torino manifestazione per fermare la guerra in Iran

Quattrocento persone si sono date appuntamento in piazza Castello, a Torino, per un presidio con il quale chiedere al governo di "mettersi subito all'opera per fare tutto il possibile per fermare la guerra in atto in Iran e in tutto il territorio del Medio Oriente. All'iniziativa 'Fermiamo la guerra. Per la pace e il diritto dei popoli', promossa da Acli, Anpi, Arci, Cgil e Associazione Donne Vita e Libertà, hanno partecipato anche altre sigle, tra cui Rifondazione Comunista e Torino per Gaza. "Gli attacchi congiunti di Stati Uniti e Israele contro l'Iran non porteranno libertà: porteranno altra guerra, sofferenza e…
Read More
Guerra in Iran: Trump bacchetta Gran Bretagna e Spagna

Guerra in Iran: Trump bacchetta Gran Bretagna e Spagna

Dopo l'attacco all'Iran, il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump si scaglia contro quei paesi europei che sono stati critici con l'azione militare. Approfittando di un incontro con il Cancelliere tedesco Merz, il presidente Trump ha bacchettato i Paesi europei che hanno apertamente rifiutato di offrire sostegno all'operazione Usa o 'rei' di non collaborare abbastanza nelle prime fasi dei raid. Nel mirino finiscono così la Spagna ma anche la Gran Bretagna, con una stoccata in particolare al premier Keir Starmer. Nei primi giorni dell'operazioni militare contro l'Iran, alcuni Paesi "sono stati d'aiuto, altri no", le parole di Trump, che ha iniziato dagli elogi…
Read More
Guerra in Iran: elevato il livello di sicurezza in Italia

Guerra in Iran: elevato il livello di sicurezza in Italia

La guerra in Iran ha indotto il governo italiano ad elevare il livello di sicurezza a Roma e in molti obiettivi sensibili. La premier Giorgia Meloni ha presieduto una riunione di coordinamento con i ministri degli Esteri, della Difesa e degli Interni e i vertici dell’intelligence, ribadendo che la priorità resta la protezione dei civili e la via diplomatica. In una comunicazione ufficiale, il governo ha dichiarato di “seguire con grande attenzione l’evolversi della situazione” e di essere “totalmente concentrato sulla tutela dei cittadini italiani” presenti in Iran e in altri Paesi coinvolti. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha…
Read More
Guerra in Iran: bloccato lo Stretto di Hormuz

Guerra in Iran: bloccato lo Stretto di Hormuz

Una delle prime conseguenze dell'attacco all'Iran è la chiusura dello Stretto di  Hormuz ad opera dei Pasdaran. Si tratta della rotta strategica per il trasporto marittimo di petrolio,  da sempre utilizzata dall'Iran come merce di scambio nello  scacchiere geopolitico. Lo stretto è un corridoio che collega il Golfo con i mercati in Asia, Europa e Nord America, definito  dall'Energy information administration statunitense (Eia), "uno  dei più importanti colli di bottiglia petroliferi al mondo".     Lo stretto di Hormuz si estende per 560 chilometri, arrivando a una larghezza massima di 320 chilometri. In pratica è un braccio di mare, un po'…
Read More
Mosca detta le con dizioni per la fine della guerra in Ucraina

Mosca detta le con dizioni per la fine della guerra in Ucraina

La fine della guerra per la Russia significa una serie di richieste agli Usa. Per la Reuters, non sono stati divulgati i dettagli esatti delle condizioni proposte da Mosca, ma fonti diplomatiche hanno indicato che includono punti già sollevati in passato, come il divieto per Kiev di entrare nella Nato, il non dispiegamento di truppe straniere in Ucraina e il riconoscimento della Crimea e di quattro regioni ucraine come parte della Federazione Russa. Anche se non ha voluto commentare direttamente la notizia, il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov, come riportato da Ria Novosti, ha ribadito che per Mosca «la Crimea e le regioni di Kherson, Zaporizhzhia, Donetsk e Lugansk sono della Federazione Russ” come è scritto…
Read More