Dopo la condanna, la maggioranza difende il sottosegretario Delmastro

La maggioranza sostiene e difende il sottosegretari Delmastro, dopo la condanna inflitta in primo grado a 8 mesi di reclusione. Il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, si dice “disorientato ed addolorato” per una condanna che “colpisce uno dei collaboratori più cari e capaci”. Dopo la sentenza, ai microfoni, Delmastro ha citato Brecht: “Spero ci sia un giudice a Berlino, non mi dimetto”.

Dall’altra parte dello schieramento politico, le opposizioni chiamano in causa la premier. “Lo deve far dimettere” dice la segretaria del Pd Elly Schlein mentre per il presidente del M5S Giuseppe Conte “la principale colpevole di questo grave andazzo è” la presidente del Consiglio. Per il leader di Iv, Matteo Renzi, la questione è che “uno come Delmastro non merita di stare al governo per quello che dice, non per le condanne che prende”.

Angelo Bonelli, il deputato di Avs, autore della denuncia da cui è partita l’indagine afferma “questa destra non ha alcun rispetto delle istituzioni e, in questo caso, ha sfruttato il proprio ruolo per divulgare segreti con l’obiettivo di attaccare l’opposizione”.

La vicenda prende spunto il 31 gennaio 2023 quando Giovanni Donzelli, responsabile nazionale di Fratelli d’Italia, interviene alla Camera per riferire su alcune informazioni, che non avrebbero dovuto essere rese pubbliche, che riguardano Alfredo Cospito, il detenuto al 41 bis impegnato in quel periodo in un lungo sciopero della fame contro il carcere duro. Angelo Bonelli, deputato di Avs, presenta la denuncia che fa partire l’inchiesta.

Donzelli, interrogato dai pm a settembre in qualità di testimone, parla di alcuni colloqui che l’anarchico torinese aveva avuto nel carcere di Bancali a Sassari, dove era incarcerato. Il deputato ammette di avere ottenuto quelle informazioni da Delmastro. Il sottosegretario, ha riconosciuto di avere fornito le informazioni a Donzelli, ma si è difeso sostenendo che erano documenti non classificati.

I documenti di cui era venuto in possesso il sottosegretario riguardavano le registrazioni, lecite, relative ai colloqui tra Cospito e i familiari, oltre a quelli tra il detenuto e la cosiddetta “dama di compagnia”, cioè il compagno con cui il carcerato confinato in regime di 41 bis trascorre la sua ora di socialità.

By Redazione

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