Sono un milione e 700mila le famiglie datori di lavoro domestico ma di questi rapporti, 817mila (47%) sono irregolari. Questo emerge dal sesto Rapporto Annuale sul Lavoro Domestico 2024 che offre una panoramica dettagliata su questo comparto, approfondendo il suo ruolo e impatto nel contesto socioeconomico del Paese.
L’evoluzione demografica e il progressivo invecchiamento della popolazione italiana continuano a richiedere una crescente assistenza alla persona, rendendo il settore del lavoro domestico cruciale per rispondere alle esigenze dei cittadini e delle famiglie. Anche quest’anno, il
Il settore coinvolge 834 mila lavoratrici e lavoratori assunti direttamente dalle famiglie e 918 mila famiglie datori di lavoro censite dall’INPS. Rimane inoltre caratterizzato da una forte presenza femminile (88,6%) e immigrata (68,9%), anche se negli ultimi anni è cresciuta la componente italiana. Il Rapporto, oltre a fotografare la situazione attuale da un punto di vista quantitativo, si propone di evidenziare le principali tendenze sociali ed economiche in corso, valutandone l’impatto reale e potenziale.
Inoltre, per la prima volta, nel Rapporto 2024 sono valutati l’impatto e le modalità secondo cui i 14 miliardi spesi dalle famiglie dedicata per il lavoro domestico vengono rimessi in circolo sul mercato, determinando uno stimolo alla produzione.
Ampio spazio viene dato, infine, alle fotografie regionali, che forniscono una panoramica specifica per le diverse realtà italiane. Nel complesso il lavoro domestico contribuisce complessivamente a produrre quasi un punto di PIL (15,8 miliardi), anche se la presenza (così come la ricchezza prodotta) non è uniforme sul territorio.
Questa mappatura rappresenta quindi uno strumento utile sia per le famiglie, in cerca di strumenti di sostegno, ma anche per le stesse amministrazioni locali, in grado di confrontare le politiche a sostegno della famiglia e trarre insegnamenti preziosi dalle diverse esperienze.
