I volenterosi e la pace in Ucraina

Nuovo vertice dei Volenterosi a Parigi, co-presieduto dal presidente francese Emmanuel Macron e dal britannico Keir Starmer. La riunione è stata convocata per valutare i contributi occidentali alle garanzie di sicurezza per l’Ucraina nel caso – ancora assai lontano – di una tregua tra Mosca e Kiev. Tra i leader collegati da remoto, anche la premier Giorgia Meloni. In presenza il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. In video-collegamento, Donald Trump si è detto nuovamente intenzionato ad arrivare alla pace.

In conferenza stampa a Parigi, infatti, Macron ha insistito particolarmente dicendo che “26 Paesi, soprattutto europei, si sono “impegnati” a partecipare a una “forza di rassicurazione” nel quadro di un futuro cessate il fuoco russo-ucraino, dispiegando truppe in Ucraina o essendo ‘presenti a terra, in mare o in aria. Questa forza non ha la volontà o l’obiettivo di condurre alcuna guerra contro la Russia” ha detto confermando inoltre che i leader hanno avuto uno scambio telefonico con il presidente Usa Trump il quale ha assicurato che il sostegno americano a queste “garanzie di sicurezza” per Kiev sarà finalizzato “nei prossimi giorni”. Macron ha infine detto che gli europei adotteranno nuove sanzioni ‘in coordinamento con gli Stati Uniti’ se Mosca continuerà a rifiutare la pace.

La premier Giorgia Meloni nella riunione della coalizione dei volenterosi “ha nuovamente illustrato la proposta di un meccanismo difensivo di sicurezza collettiva ispirato all’articolo 5 del Trattato di Washington, quale elemento qualificante della componente politica delle garanzie di sicurezza per l’Ucraina. Nel ribadire l’indisponibilità dell’Italia a inviare soldati in Ucraina“, la presidente del Consiglio “ha confermato l’apertura a supportare un eventuale cessate il fuoco con iniziative di monitoraggio e formazione al di fuori dei confini ucraini”. Lo riferisce una nota di Palazzo Chigi.

Tra le garanzie di sicurezza sottolineate dalla presidente della Commissione c’è quella di “una posizione forte e credibile dell’Europa in materia di difesa. Abbiamo bisogno di un aumento degli investimenti nella difesa. È quindi una buona notizia che Safe, il nostro fondo per la difesa da 150 miliardi di euro, sia stato interamente sottoscritto con la partecipazione di 19 Stati membri. La maggior parte di essi non solo investirà nelle proprie basi industriali di difesa, ma anche in quelle dell’Ucraina. Ciò creerà posti di lavoro in Europa. La nostra risposta strutturale a lungo termine agli investimenti nella difesa è il nostro nuovo bilancio europeo. Abbiamo gli occhi puntati sul 2030. Questo è il nostro orizzonte di preparazione”.

By Redazione

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