Quel neutrino che apre scenari nuovi nell’Universo e nella fisica

Dalla Sicilia si apre un nuovo scenario nello studio dell’Universo e dell’intera Fisica: un neutrino da record, il più ricco di energia mai visto, è stato catturato dal telescopio astronomico sottomarino Arca, parte della collaborazione scientifica internazionale Km3net, che si trova negli abissi marini, a 3459 metri di profondità al largo di Porto Palo di Capo Passero. I neutrini sono particelle elementari quasi prive di massa e interagiscono pochissimo con la materia. Per questo motivo, sono in grado di attraversare l’universo senza essere deviati o assorbiti, portandoci informazioni preziose sulle loro sorgenti cosmiche. 

Il neutrino rilevato da KM3NeT ha un’energia stimata di circa 220 PeV, un valore mai osservato prima. Questa scoperta indica che nell’universo esistono processi in grado di accelerare particelle a energie estremamente elevate, come ad esempio i buchi neri supermassicci o le esplosioni di supernova. 

“L’evento riguarda la rivelazione di un neutrino ultra energetico (Ultra High Energy, UHE) da parte del rivelatore neutrinico KM3NeT. I neutrini UHE hanno energie a partire dai PetaElettronvolt (PeV, 1 PeV = 10^15 eV, ovvero un milione di miliardi di elettronvolt), e questo in particolare ha un’energia da record pari ad almeno 100 PeV, mai misurata prima per nessun altro neutrino. Per una particella elementare questa energia è una mostruosità, è infatti pari più o meno all’energia cinetica di una pallina da tennis che rotola su un tavolo” dice ad AdnKronos Fabrizio Bocchino, ricercatore dell’Istituto Nazionale di Astrofisica, che prosegue: “I neutrini UHE sono di importanza fondamentale in astrofisica, perché ci possono dare informazioni su alcuni dei problemi aperti più importanti come l’origine dei raggi cosmici e la loro propagazione durante l’evoluzione dell’Universo. Si ritiene infatti che fra le ipotesi più accreditate sull’origine di questi neutrini ci sia quella cosiddetta “cosmogenica”. In questo scenario i neutrini UHE si formano dall’interazione dei raggi cosmici ultra energetici con la radiazione e la materia incontrata durante la loro propagazione nell’Universo, in particolare con la radiazione cosmica di fondo (Cosmic Microwave Background, CMB). Vari modelli di origine e propagazione dei raggi cosmici, accoppiati con modelli evolutivi dell’Universo, danno predizioni differenti sul flusso e la distribuzione di energia posseduta dai neutrini UHE. Pertanto, la rivelazione anche di uno solo di questi eventi può dare informazioni importanti su questi temi. La direzione di arrivo, inoltre, che è stata misurata da KM3NeT per il neutrino UHE rivelato, fornisce ulteriori dettagli al quadro interpretativo, permettendo di ricavare informazioni dettagliate su dove e come questi processi super-energetici avvengono, e contribuendo quindi allo studio anche delle altre opzioni ancora aperte sull’origine dei neutrini UHE e dei raggi cosmici, come quelle che riguardano i buchi neri supermassicci ed i resti di supernova”.“ 

By Redazione

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