Giornalisti italiani spiati attraverso uno spyware

Palazzo Chigi conferma che sette italiani sono stati vittime di un attacco hacker attraverso uno spyware diffuso sui relativi dispositivi attraverso WhatsApp, il sistema di messaggistica di casa Meta. Il governo, però, smentisce un coinvolgimento ed “esclude che siano stati sottoposti a controllo da parte dell’intelligence” i soggetti tutelati dalla legge sui servizi segreti, “compresi i giornalisti”.

“Trattandosi di una questione che il governo considera di particolare gravità – sottolinea una nota -, è stata attivata l’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale” che si è subito messa in contatto con lo studio legale Advant, che tutela WhatsApp Ireland Limited. “Non è stata comunicata ad Acn l’identità dei titolari di tali utenze, che sono stati informati direttamente dalla stessa società, a tutela della loro privacy”, si legge nella nota diffusa alla stampa.

Paragon Solutions, il cui software di hacking di livello militare, sarebbe stato utilizzato per spiare decine di persone in una ventina di Paesi.  Lo riporta il Guardian che cita una fonte secondo cui la decisione di interrompere il contratto con l’Italia è seguita alle rivelazioni che il software sarebbe stato usato per spiare il direttore di Fanpage e Luca Casarini, capo missione di Mediterranea.

 Paragon aveva in Italia due clienti -“un’agenzia di polizia e un’organizzazione di intelligence” – e ha disconnesso a entrambe l’accesso a Graphite, una tecnologia di sorveglianza di livello militare in grado di hackerare smartphone crittografati. 

By Redazione

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